Stampa 3D nel Medicale; 1° Meeting Italiano in Ortopedia e Traumatologia al 3D Print Hub

Esempio di Prototipazione rapida in stampa 3D di un calcagno fratturato (Univ. di Verona Prof. B. Magnan)

Articolo originale di Tiziano Galli

Si è svolto a Milano il 5 Marzo, nella compagine di “3D Print Hub” il 1° meeting di stampa 3D in ortopedia e traumatologia, preannunciato in un post di qualche giorno fa.

Dico subito che è stato estremamente interessante… non tanto per i casi clinici presentati, testimonianza di quanto già in gran parte pubblicato su questo blog in altri scritti ( 1, 2, 3, 4, 5, 6, 7), ma, in special modo, per la netta impressione che la via sia ormai tracciata e che lo slogan piu’ volte citato di… “UNA STAMPANTE 3D IN OGNI REPARTO DI ORTOPEDIA(RADIOLOGIA) IN ITALIA” ancorchè non realizzabile immediatamente, sarà molto probabilmente una necessità, oltre che un auspicio, in tempi non troppo lunghi.

Vediamo attraverso una serie di parole chiave i punti quello che ho “portato a casa” da questo meeting e che mi hanno trasmesso concretamente il fascino dalla stampa 3D in medicina:

PIONIERISMO: Gli ortopedici e i traumatologi (ma per analogia i maxillo faciali, i neurochirurghi per la teca cranica…), grazie alla prototipazione rapida si trovano a presidiare, già adesso, un ambito in cui la Stampa 3D puo’ dare grandi benefici nella pratica clinica.

Questa metodica ha un senso anche in molte altre specialità ma con una necessità d’uso, mi sembra di poter dire, meno frequente. Inoltre la possibilità per gli ortopedici-traumatologi di applicare e modellare, direttamente sul pezzo in 3D e in fase di pianificazione, gli strumenti di sintesi (viti e placche), rappresenta un “risvolto pratico-operativo” che pone l’ambito di specialità in “avanscoperta” e in prima linea nello sviluppo della Stampa 3D in campo medicale.

RESISTENZA: Essere pionieri significa tuttavia rompere le convenzioni e le convinzioni. Motivo per cui, è stato rimarcato dal Prof Magnan dell’Università di Verona, la stragrande maggioranza del settore sta attualmente a guardare o addirittura rema culturalmente “contro” con scetticismo.

A onor del vero va sottolineato che durante tutto il meeting, con lucidità e trasparenza, sono state fatte emergere le grandi incertezze di un processo ancora poco standardizzato. Dove i vantaggi e i rischi non risultano sempre evidenti e la strada da percorrere è molto lunga.

CERTIFICAZIONE DI PROCESSO: qui sta il vero problema perchè, ogni volta che una nuova metodica si vuole accreditare rispetto a quella in uso,  specie in campo medico, deve dimostrare di essere equivalente o superiore al GOLD STANDARD di riferimento.

Un esempio, comprensibile a tutti, è quello del digitale a confronto con l’analogico in radiologia. Semplificando, ci riferiamo alla lettura delle immagini radiologiche sui monitor dei PC rispetto alla tradizionale lettura delle “lastre” al diafanoscopio. Pratica che ha dovuto dimostrare la sovrapponibilità ed efficacia prima di essere accettata dalla comunità scientifica.  Un esempio ancora piu’ recente a testimonianza della necessità di dimostrare l’efficacia di ogni innovazione è l’iter con cui la FDA ha approvato la lettura delle immagini radiologiche sull’iPAD (Tablet), valutando l’efficacia della App testata; validazione per nulla scontata. Questi requisiti di equivalenza e superiorità ci obbligano quindi ad attendere una prova certa, attraverso dati scientifici, anche per la Stampa 3D.

DIMENSIONI E MATERIALI: corollario della certificazione è la realizzazione e l’affidabilità dei prototipi.  La verifica dei margini di tolleranza e riproducibilità del pezzo in 3D rispetto a quello reale in una scala 1:1 ma, anche, della consistenza e riproducibilità della struttura ossea (tessuto spongioso-trabecolare). Del realismo in fase di manipolazione dei materiali con cui è fatto il prototipo, alla prova pratica della apposizione degli strumenti di sintesi sul pezzo 3D in fase preoperatoria.

INTERDISCIPLINARIETÀ: forse la parola chiave piu’ importante che mette l’accento sulla necessità di collaborazione e sinergia all’interno di un network complesso di competenze. Un gruppo di lavoro eterogeneo che vede diverse aree coinvolte: quella “medica” (Radiologo e Ortopedico), quella “tecnica” (Tecnico Radiologo), quella manufatturiera (costruttori Stampanti 3D), informatica e ingegneristica (Bioingegneria).

FORMAZIONE: con la stampa 3D si crea un “nuovo paradigma” che non puo’ essere affrontato semplicemente aggiungendo un software o un algoritmo alla TC (Tomografia Computerizzata) o alla RM (Risonanza Magnetica). Abbiamo, come detto, l’entrata in gioco di una intera “batteria” di strumenti, a partire dalle stampanti, i materiali, i software. Motivo per cui Radiologi e Tecnici Radiologi, in particolare, devono formarsi e imparare ad agire in nuovi ambiti di applicazione.

ECONOMIA: come sempre la domanda in politica sanitaria è di comprendere, oltre alla efficacia e alla tollerabilità (rischio-beneficio clinico), anche il rischio-beneficio economico. In altre parole se l’uso di un prototipo per la valutazione pre-operatoria in un intervento chirurgico comporti, alla fine, maggiori o minori costi per la struttura sanitaria rispetto al suo non-uso.

L’intervento effettuato su questo aspetto non è stato dirimente anche se si è capito che l’uso dei prototipi “sposta” tempi e costi della procedura, per singolo paziente, nella fase di pianificazione (pre-operatorio), accorciando quella operatoria. Il chirurgo entra in sala con molte piu’ informazioni e meno sorprese. Sapendo cosa fare.

CONSENSO INFORMATO: Un aspetto fondamentale è l’uso del prototipo per comunicare con il paziente. La possibilità di discutere il caso puo’ essere fondamentale nei casi complessi, quelli dove riprodurre un prototipo della frattura ha un senso, e puo’ servire a migliorare la collaborazione con il paziente o, addirittura, diminuire il contenzioso legale in caso di complicazioni in sala. Il paziente infatti puo’ rendersi conto della difficoltà del suo intervento e accettare le problematiche e i limiti cui va incontro il suo medico.

INDUSTRIA: questa parola chiave la introduco autonomamente azzardando che il settore stampa 3D medicale è destinato ad essere assorbito dalle multinazionali produttrici di tecnologia in radiologia, come GE o Siemens, oppure dai produttori di mezzi di contrasto come Bracco. Azienda che ha il radiologo e i tecnici di radiologia come proprio target privilegiato ma che soffre da anni la difficoltà di trovare un settore alternativo ai mezzi di contrasto (dopo la chimera dei contrasti ecografici e la forte concorrenza nel settore degli iniettori) con cui crescere veramente e rivitalizzare il listino. Il mio è ovviamente un azzardo fine a se stesso, ma qualche (super)potenza in campo radiologico potrebbe aver sub-odorato gli sviluppi, e prima che le aziende produttrici di stampanti 3D facciano massa critica, dare battaglia per marcare il territorio e controllare un nuovo business.

Anche se non avete seguito come me questo meeting o se, magari, l’avete seguito. Concordate o avete ulteriori valutazioni da aggiungere? commentate e fatemi sapere.
Tiziano Galli
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Informazioni su Tiziano Galli

Dal 2002 mi occupo di formazione residenziale ed eLearning e ho conseguito un Master in Scienze dell'Educazione a Lugano e precedentemente una Laurea in Medicina e Chirurgia. Ho scritto il libro " Medici, Pazienti e Social Media". Sposato e Penta-Papà sono dirigente sportivo in LNA Svizzera per Rugby Lugano e ARSI (Associazione Rugby Svizzera Italiana)
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