Il Kardashian Index: impact factor sui social media (Twitter) per ricercatori

Se qualcuno se lo chiede..NON è Kim Kardashian... ;-)

Se qualcuno se lo chiede..NON è Kim Kardashian… 😉

Articolo originale di Tiziano Galli

Genome Biology è una rivista scientifica che ha un Journal IF di 10,2.

Il fattore di impatto (impact factor o IF in inglese e generalmente anche nella normativa e nelle procedure italiane) è un indice sintetico, di proprietà di Thomson Reuters, che misura il numero medio di citazioni ricevute in un particolare anno da articoli pubblicati in una rivista scientifica (Journal) nei due anni precedenti. Recentemente, è stato introdotto anche il 5-year Journal Impact Factor, basato sulle citazioni degli articoli pubblicati nei cinque anni precedenti. Questa misura viene utilizzata per categorizzare, valutare, comparare e ordinare le riviste scientifiche catalogate dalla Thomson Reuters stessa. (Fonte: Wikipedia Fattore di impatto)

Il concetto di IF è un elemento fondamentale per valutare il “peso” di una rivista scientifica e degli articoli in essa contenuti.

Permette di farsi un’idea dell’influenza della testata nel panorama delle pubblicazioni di settore e di confrontarla con altre, ed è per l’autore una misura della propria reputazione e dell’ istituto a cui appartiene o che guida (… è uno che pubblica su Lancet o NEMJ… per andare sul “popolare” in campo medico)

In tempi recenti i social media, e in particolare twitter, si sono tuttavia ritagliati un grande spazio attraverso la pratica di molti ricercatori di diffondere, attraverso di esso, i propri dati di ricerca gestendo, in questo modo e in forma spontanea, un Open Access, in cui il classico Peer Reviewing delle riviste a IF risulta completamente by-passato.

Il fenomeno e l’assenza del peer review, …specialmente se considerati nella dimensiaone interna ad un gruppo di esperti di settore, non influenzano troppo negativamente il sistema. A patto che la community sia vivace e le sorgenti siano affidabili, i vantaggi di questo tipo di scambio sono di rilievo. Fra gli altri, quelli di abbattere i tempi di pubblicazione e favorire la circolazione delle idee con maggiore ricchezza di scambi e suggerimenti.

Uscendo dalla cerchia ristretta dei pari, i social prestano il fianco alla popolarità immeritata dei molti “Splendidi” che li popolano, le “rane dalla bocca larga o sboroni” . In altre parole agli “assidui frequentatori dei media”, attori dei teatrini, capaci di alzare la voce piu’ degli altri o di sbucare in ogni luogo.

Neil Hall con un articolo su Genome Biology, appunto, ha efficacemente coniato il termine di “Kardashian Index” proprio riferendosi al fenomeno mediatico di questa star dei reality americani. Esistono figure mediatiche che riescono a smuovere le masse, per aspetti che vanno ben oltre il merito intrinseco (qualità) del contenuto o della quantità di lavoro prodotto.

Succede anche per i ricercatori che vi siano figure molto più popolari di quello che meritano sui media (e quindi anche sui Social) e altri – questo più spesso fra le donne che non fra gli uomini dice Hall – che restano nell’ombra nonostante i propri grandi meriti.

Il Kardashan Index vuole appunto risolvere questa discrepanza fra l’apparire e l’essere, prendendo, sui Social Media e twitter in particolare, il posto che nelle pubblicazioni scientifiche classiche è occupato dall’IF .

Ogni ricercatore avrà, nelle intenzioni dell’autore, un indice di Kardashan che lo identifica e che eviterà i fenomeni di sovraesposizione o  sottoesposizione del suo lavoro rispetto ad una linea di tendenza di riferimento (nella figura le croci blu rappresentano i maschi e le croci rosse le femmine) che rappresenta una condizione di equilibrio fra numero di follower e Nr di citazioni del proprio lavoro..

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Vi consiglio di leggere l’articolo, che non voglio riassumere in poche righe e che ho trovato un tentativo interessante di discutere e affrontare un effettivo disorientamento che i Social introducono nella pubblicazione scientifica, specie applicato alla massa dei lettori.

La discussione è aperta ma Hall propone una strada per l’identificazione di un indice in grado di misurare la reputazione di un ricercatore anche al di fuori della sua cerchia ristretta di colleghi.

Ditemi se anche voi, come Hall, credete nella esigenza di trovare un indicatore di questo tipo, per i social o se avete individuato altri punti di riferimento… attendo commenti al solito slogan di…

…Siate social sui social!
Tiziano Galli
Creative Commons License
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Informazioni su Tiziano Galli

Dal 2002 mi occupo di formazione residenziale ed eLearning e ho conseguito un Master in Scienze dell'Educazione a Lugano e precedentemente una Laurea in Medicina e Chirurgia. Ho scritto il libro " Medici, Pazienti e Social Media". Sposato e Penta-Papà sono dirigente sportivo in LNA Svizzera per Rugby Lugano e ARSI (Associazione Rugby Svizzera Italiana)
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