Oltre l’attendibilità di HealthKit e delle piattaforme App sanitarie.

shutterstock_105037547Articolo Originale di Tiziano Galli

Baso questo post su una breve riflessione riguardo i comportamenti individuali, la conoscenza di me stesso (che in quanto medico sono strutturalmente privo di qualsiasi aderenza alle terapie, specie se croniche) e la osservazione di alcuni servizi web passati.

Continuiamo così la discussione sulle piattaforme Health  già iniziata su questo Blog.

Il punto è quello di immaginare… la crescita, lo sviluppo e rafforzamento del fenomeno e quindi l’accettazione degli strumenti di monitoraggio dei parametri vitali oppure un suo rallentamento, ridimensionamento rispetto le attuali aspettative di utilizzo.

Il mercato degli Smartphome e dei wearables, la quantità di attori che creano e sviluppano App con le opportunità di presidiare un enorme mercato potenziale (oltre che la vendita dei device, soprattutto quello dei big Data in campo sanitario e dei servizi basati sul flusso dei dati raccolti) e il reale interesse che sempre ruota attorno al mondo della salute/benessere ha portato alla tappa irrinunciabile e fondamentale del lancio di piattaforme come HealthKit (e Sima).

Individuata questa opportunità, quindi, va capito se i due elementi cardine del sistema, ovvero l’uso periferico dello strumento e l’affidabilità/organizzazione dei dati, riusciranno a mantenere vivo l’interesse verso questo tipo di servizio e ne daranno un valore aggiunto. In altre parole se si riuscirà ad attirare il soggetto (anche sano) e a farlo rimanere interessato e attivo.

A sfavore dell’uso periferico cito la storia tormentata e ridimensionata rispetto alle attese  delle cartelle sanitarie elettroniche e il fallimento di Google Health. Grande entusiasmo da parte dei promotori delle piattaforme e pubblico “freddino” nel tenere aggiornati i propri dati sanitari.

Certo, nel caso dei wearables la registrazione dei dati potrebbe avvenire in automatico ma la mente umana è spesso reticente verso la conoscenza del proprio stato di salute e recalcitrante sul piano della compliance, i salutisti non sono poi così frequenti e a fine giornata io preferisco bere una bella birra piuttosto che guardare l’andamento della mia pressione sanguigna. Considerazione inesatta o banale? puo’ darsi.

Sarei di indole piu’ ottimista ma credo invece che l’utilizzo standard volontario e anche lo sviluppo d’ansia e ossessione legato alle piattaforme nella popolazione generale sia una sfida reale per tutte queste piattaforme. Piu’ invasivo ma anche piu’ affidabile (e qui fuori tema) sarebbe l’uso di un chip sottopelle o soprapelle nel caso di un protocollo di studio o del monitoraggio di cura.

Stimo invece come reale, l’interesse del Medico, nei confronti dell’integrazione dei dati raccolti del paziente, nella routine di cura o da parte dei centri di cura e delle istituzioni  verso la loro aggregazione, analisi e interpretazione.

L’altro aspetto è tutto da scoprire. A parte l’interesse di Apple e compagnia cantante a vendere piu’ device offrendo la “piattaforma sanitaria”, il come elaboreranno, gestiranno e sfrutteranno l’incredibile flusso di dati provenienti dalle centinaia di milioni di utenti è qualcosa che credo dovremo attendere di capire, al netto degli aspetti di privacy e sicurezza.

Apple eccelle in molti campi ma forse non, rispetto a Google, Amazon e Facebook, nella gestione analitica dei flussi di dati e nella loro personalizzazione. A parte iTunes che è un successo, il social Ping (chiuso nel 2012 dopo soli 2 anni dal lancio) e iTunes Radio (ottobre 2013) partito lento e che deve vedersela con Pandora e altri colossi, non depongono a suo favore.

Vedete piu’difficoltà o opportunità d’integrazione delle piattaforme nella vita quotidiana di ognuno di noi e nel rapporto medico-paziente?

Tiziano Galli
Creative Commons License
This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.

Annunci

Informazioni su Tiziano Galli

Dal 2002 mi occupo di formazione residenziale ed eLearning e ho conseguito un Master in Scienze dell'Educazione a Lugano e precedentemente una Laurea in Medicina e Chirurgia. Ho scritto il libro " Medici, Pazienti e Social Media". Sposato e Penta-Papà sono dirigente sportivo in LNA Svizzera per Rugby Lugano e ARSI (Associazione Rugby Svizzera Italiana)
Questa voce è stata pubblicata in Smartwatch and wearable e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...