Tablet e Stampa 3D al servizio del consenso informato

consensoArticolo Originale di Tiziano Galli Non ho particolari problemi con la tecnologia. La uso regolarmente e anche molto bene pur appartenendo ad una generazione pre-digitale.

Con un vezzo tutto femminile (?) diro’ solo che i computer li ho conosciuti a 30 anni e che ricordo Carosello 😉 .

Pur nella totale familiarità con il digitale, i Tablet mi hanno sempre suggerito, per quanto riguarda  l’interazione uomo-computer, atmosfere alla Minority Report. D’altro canto, vedere cio’ che promettono le stampanti 3D nella materializzazione di oggetti (con tempi di esecuzione che saranno sempre piu’ brevi, con materiali i piu’ disparati e con precisione sempre maggiore), di cibo, tessuti e organi mi fa volare con la fantasia e contemporaneamente tornare a un episodio del passaggio analogico-digitale in medicina, vissuto personalmente. Nel 2001, durante un viaggio di lavoro in Malesia mi stupi’ visitare un nuovissimo reparto di radiologia “paperless”. Nessuna lastra o referto. Tutto digitalizzato e archiviato. Un progetto fra i piu’ avanzati in quegli anni, in un paese non armonicamente avanzato (d’altra parte un ospedale costruito da zero con la volontà di essere un fiore all’occhiello nazionale). Oggi, a 14 anni di distanza il futuro prossimo, nei nostri ospedali è un ulteriore passaggio nell’ambito del digitale.

Una vita di reparto Wifi. Regolata attraverso sistemi Mobile integrati (superati tutti i problemi di sicurezza) in cui l’uso dei Tablet è destinato a rivoluzionare il modo di relazionarsi del personale in corsia, di aggiornare i file, le routine di reparto e di discutere al letto del malato.

Discutere dei casi fra operatori, in presa diretta, con tutti i dati a portata di Tablet e, di riflesso, rendere piu’ agevole e partecipativo il consenso informato al letto del malato. E’ una questione di tempo e forse di normative che spingano al cambiamento.

Nota: Esaminare una immagine radiologica su iPAD (a maggior ragione un retina display) ha lo stesso valore che farlo su uno schermo LCD, trasformando il tablet in un perfetto terminale remoto.

Uno strumento di prossimità al letto del paziente, facile da usare (lo fanno i bambini di 3 anni e gli anziani, magari coadiuvati dal curante o un caregiver), ricco di informazioni aggiornabili con semplicità (immagini, filmati, esami radiologici, dati del paziente). Programmare quindi documenti e mappe per rendere piu’ partecipativo il rapporto del paziente rappresenta già oggi una concreta opportunità lungo il processo di degenza, migliorativo del consenso informato, sia all’atto di interventi di routine che di sperimentazioni e protocolli di studio. Al netto, ovviamente, come per il mio esempio Malese,  della coesistenza di realtà piu’ o meno avanzate.

La stampa 3D, è anch’essa uno strumento “partecipativo”. Nei casi, per esempio, in cui la prototipazione tridimensionale delle lesioni corporee (es. Fratture complesse, anomalie congenite cardiache) serva a favorire lo studio preoperatorio (comunicazione medico-medico) e un consenso consapevole da parte del malato (comunicazione Medico-Paziente).

Credo che questa strada, senza piu’ carta e lastre, maggior facilità di comunicazione e partecipazione del malato, rappresenti il futuro del consenso informato, con una probabile riduzione di costi e di tempo, spazio e tempo di archiviazione della modulistica (firma direttamente sul Tablet).

Molto dipende da altri fattori rispetto ai tempi che sono probabilmente maturi. Dalle infrastrutture, dalle discussioni attorno alla sicurezza dei dati, dalla organizzazione dei materiali e della formazione del personale. Nei processi di adozione, le tecnologie avanzate coesistono con quelle absolete e cosi’ gli individui, gli innovatori accanto ai conservatori. La classe medica è spinta poderosamente dalle nuove generazioni e dalla sempre maggiore efficienza dei mobile device elettronici, dalle App e dal digitale di cui sono l’espressione piu’ pura. Infine, accanto ad una solida giustificazione di tipo pratico e razionale, l’adozione di Tablet e Stampa 3D, in rapporto al consenso informato, entra in piena risonanza con le rivendicazioni di movimenti di opinione quali la medicina partecipativa e la compassionate medicine (che io traduco come “empatica”). Un nuovo mondo quindi che avanza e due tecnologie che, sfruttate al meglio, sono in grado di agevolare insieme, il rapporto medico – paziente. Tiziano Galli Creative Commons License This work is licensed under a Creative Commons Attribution-NonCommercial-NoDerivs 3.0 Unported License.

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Informazioni su Tiziano Galli

Dal 2002 mi occupo di formazione residenziale ed eLearning e ho conseguito un Master in Scienze dell'Educazione a Lugano e precedentemente una Laurea in Medicina e Chirurgia. Ho scritto il libro " Medici, Pazienti e Social Media". Sposato e Penta-Papà sono dirigente sportivo in LNA Svizzera per Rugby Lugano e ARSI (Associazione Rugby Svizzera Italiana)
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