Identità di Genere; Ryland, Facebook e comunicazione digitale

Articolo Originale di Tiziano Galli

La storia di Ryland, che potrete conoscere attraverso il Video di Youtube in inglese qui sotto o leggendo questo articolo da “Il Post”, è di quelle che cambiano profondamente le opinioni e spingono ad un dibattito profondo, chiarificatore, introspettivo.

Chi da medico o da psicoterapeuta, si occupa quotidianamente di problemi clinici legati alla identità sessuale, alcune specialità più di altre, o si trova nella pratica quotidiana a trattare i temi dell’omosessualità e dell’identità di genere sa bene quanto sia complicato per un individuo, accettarsi vivendo in società che, specie su questi temi, alza steccati e cade facilmente nella discriminazione.

Non ho titoli e profondità sufficienti per trattare questo argomento e ne staro’ ben lontano*. Sono tuttavia sensibile al tema della diversità, anche se nel caso di Ryland la diversità ha avuto una sua speciale elaborazione.

Combinando tutto quello che egli rappresenta con il suo caso e la recente decisione di Facebook che allarga a 56 le identità sessuali indicabili sul profilo personale si puo’ ben dire, parlando del 2014 come dell’anno dell’identita sessuale sui social, che stiamo assistendo a un segnale potenzialmente molto interessante per la comunicazione digitale del futuro.

“Per quanto alcuni facciano notare che la nuova granularità del profilo ha anche ragioni sociodemografiche e di marketing, una cosa è chiara: Facebook ha saputo interpretare, anzi anticipare uno dei principali dibattiti del 2014, prendendo una posizione chiara e coraggiosa che avrà probabilmente un impatto sulla cultura in tutto il mondo.” (Luca Vanzella – Ambit5)

Per ora le implicazioni sociodemografiche e di marketing qui citate sono poco piu’ che una plausibile ipotesi ma credo che la comunicazione digitale in ambito Sanitario saprà sfruttare la stessa granularità del profilo per ricercare e preparare contenuti medici su patologie e terapie da indirizzare e promuovere anche sulla base della identità di genere… questione di Tag.

Cosa ne pensate?

*= prendo la storia di Ryland e le decisioni dei genitori e degli psico-terapeuti senza saper entrare nel merito e nel giudizio delle scelte fatte per una materia che non so ricondurre ad esperienze e cultura personali sul tema. Me ne sto alla lontana nel senso che il tema del post non riguarda gli aspetti psicologici e clinici dell’identità di genere, ma piuttosto quello che lo sdoganamento dell’identità di genere sui Social Network potrebbe comportare nelle strategie di comunicazione e in sanità. Considerando infine che i Social network sono il riflesso di una mentalità progressista Californiana. Se un giorno tutti si sentiranno liberi di fare Outing sull’identità di genere lo vedremo. La strada è tracciata.

Tiziano Galli
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Informazioni su Tiziano Galli

Dal 2002 mi occupo di formazione residenziale ed eLearning e ho conseguito un Master in Scienze dell'Educazione a Lugano e precedentemente una Laurea in Medicina e Chirurgia. Ho scritto il libro " Medici, Pazienti e Social Media". Sposato e Penta-Papà sono dirigente sportivo in LNA Svizzera per Rugby Lugano e ARSI (Associazione Rugby Svizzera Italiana)
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