1st Italian Digital Health Summit: Il ruolo delle società scientifiche in rapporto ai contenuti sanitari sul web

digital summitArticolo Originale di Tiziano Galli

Nello scorso post mi sono soffermato su 3 “parole d’ordine” e ho approfondito l’aspetto legato al “Paziente al Centro”. Tema che ancora ripropongo partendo da un altro stimolo di origine meno diretta ma altrettanto importante.

Nel corso della prima giornata, durante la tavola rotonda dedicata al punto di vista delle associazioni di categoria sulla comunicazione digitale, il punto di vista espresso dalla FISM (Federazione Italiana Società Medico Scientifiche) ha rappresentato per me lo stimolo ulteriore alla riflessione sul paziente al centro.

Un punto di vista, condiviso da molti rappresentanti convenuti e che si collega direttamente a uno degli aspetti piu’ costantemente sottominanti nelle discussioni riguardanti i contenuti sul web in ambito sanitario.

Sto parlando della inaffidabilità dell’informazione sanitaria in internet, prevalentemente riferito ai siti e, per contro la mancanza (la necessità) di una certificazione che garantisca la correttezza e affidabilità dei contenuti.

Il tema è di quelli che ogni volta riescono a ri-portare a zero la discussione. Come se sulla base di questo aspetto, ancorchè plausibile e presente nel web, non si potesse mai prescindere e proseguire oltre.

Mi viene l’esempio illuminante, in campo medico, dei crediti formativi dell’eLearning.

Per anni si è atteso il passaggio dalla fase sperimentale a quella ufficiale perchè non si poteva garantire (certificare) che “dietro” il computer a fare il corso di aggiornamento ci fosse veramente il medico, e non un nipote con il dito sul tasto “enter”, che faceva procedere i contenuti. Dopo un sacco di discussioni ci si è convinti a superare l’ “impasse”, ovviamente irrisolvibile, accettando la realtà.

Il fenomeno della inesattezza; della mancanza di certificazione dei siti; della pericolosità di alcune informazioni è incontrovertibilmente reale.

E’ vero!

Come è vero che non si puo’ tornare indietro, cancellare tutte le informazioni inesatte (“la rete non dimentica”), vietare l’accesso al web 2.0 ai pazienti, eliminare o imbavagliare internet.

Il vero e grande tema del web-salute è piuttosto l’interpretazione delle informazioni da parte del paziente. Si è parlato, e qui riprendo il Prof Luca Toschi, di un analfabetismo funzionale in rete pari al 47,4% per gli internauti ma, in tema salute, questa percentuale sale molto di piu’ e sia nel caso di una notizia inesatta che esatta.  Quando questa informazione, essendo infarcita di termini medici, risulta squisitamente incomprensibile e/o fuorviante ma, soprattutto, generica.

La preoccupazione della FISM verso l’inaffidabilità è giusta ma ancora piu’ preoccupante, allora, è la paura e lo scoramento a cui esponiamo il paziente quando, soprattutto in relazione a temi specifici (es. le prognosi oncologiche), egli e/o i suoi parenti – caregivers vengono abbandonati a se stessi.

Non prendiamo tuttavia derive emotive!

Oggi, l’affidabilità dei contenuti in internet, è molto migliorata rispetto a 10 anni fa. Le fonti autorevoli, i medici e le associazioni producono contenuti di qualità bilanciando abbondantemente quelli di scarso valore. Gli internauti e gli e-pazienti, da parte loro, sanno molto bene cosa e dove cercare e non si va in rete solo a trovare la “cattiva notizia” .

E’ necessario, infine, aggiungere che esistono da tempo codici come il famoso HON (Health on the Net Foundation) CODE, un marchio di qualità che viene concesso dalla fondazione a chi, trattando temi medico sanitari, accetta e dimostra di rispettare un codice basato su parametri di buona qualità della informazione.

Un riferimento diverso ed estero è Webicina, curato da Bertalan Mesko . Sito che raccoglie e certifica la qualità delle fonti web mediche in molti ambiti e specialità.

Cio’ detto, il punto di vista della FISM che auspica il primato  della certificazione dei contenuti medico sanitario alle società medico scientifiche* mi è parso poco realistico e stonato con la libertà del web come ormai l’abbiamo definita e descritta.

Sarebbe invece una soluzione migliore e io auspico questo cambiamento, che le società  come la FISM, la SIMG e la FIMMG per esempio, facessero emergere al loro interno, quella che è chiaramente una…

…nuova responsabilità del medico, generico o specialista, di conoscenza e di intermediazione presso il proprio paziente.

La strada da tracciare è quindi, oltre a migliorare la certificazione dei contenuti, quella di creare e sostenere con luoghi virtuali, strumenti e informazioni i propri associati e colleghi. Allo scopo di capillarizzare l’aiuto e di presidiare-gestire meglio la “analfabetizzazione medico-sanitaria” cui la maggior parte degli internauti è soggetta, false o vere che siano le informazioni sanitarie trovate.

Il singolo medico rappresenta la vera controffensiva alle “minacce” di internet. In particolare è l’attitudine Digitale del medico quella che deve integrarsi nel suo modo di agire.

Senza rifuggire dal web 2.0 e senza prendere alibi sulla inaffidabilità dei contenuti, sarebbe utile che il medico si rendesse disponibile in appoggio agli e-pazienti, una specie ormai in grande e rapida crescita. E che questi ultimi sappiano sfruttare, senza nessun timore, un supporto interpretativo + le fonti “consigliate” e certificate dal proprio medico curante.

Un ulteriore punto, molto interessante, presentato da FISM è stato anche quello di “ascolto della rete”, ovvero le metodologie per seguire cio’ che sta accadendo in rete al fine di reagire tempestivamente alle crisi di comunicazione.

Sono stato molto d’accordo con l’idea che il web vada monitorato e che, soprattutto, nella gestione della comunicazione di crisi, la risposta in rete debba essere composita e sfrutti tutti i canali mediatici, tradizionali e del web 2.0 (quindi anche Social).

Spenderei pero’ una parola sull’ascolto preventivo della rete. Concetto a un certo punto “svuotato” del suo valore e non riconosciuto da FISM come importante.

Eppure si è parlato molto, durante il convegno dei casi Stamina e della correlazione Autismo-Vaccini. Ebbene non è ammissibile, dopo anni di Querelle e periodiche prove di emergenze mediatiche e cattiva informazione che non si sia compreso come un ascolto preventivo su temi caldi e identificabili a priori permetterebbe alle associazioni di categoria, al Ministero e alle aziende, di reagire tempestivamente, con presidi adeguati, agli attacchi provenienti dalla rete e dai media tradizionali.

Per questo aspetto rimando ad un mio precedente articolo

Concludo questo lungo post sperando di aver ulteriormente approfondito un concetto per me chiave come quello della coppia

e-PAZIENTE + MEDICO DIGITALE** (entrambi al centro)

  • Dell’intervento del medico in internet, ascolto o partecipazione diretta.
  • Dell’ascolto preventivo su temi caldi e in ottica di gestione della comunicazione di crisi.

Potete trovare questi concetti sviluppati nel libro Pazienti, Medici e Social Media

*= Questo punto, piu’ comprensibilmente, è in piena sintonia con quanto espressamente citato dalle associazioni Pharma presenti. E non potrebbe essere altrimenti nel gioco delle parti e nel consueto approccio che le aziende utilizzano per accedere al paziente e alla classe medica, ovvero, con l’ intermediazione di associazioni e opinion leader]

**=  Inteso come il e-paziente + il proprio Medico attivo in rete

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Informazioni su Tiziano Galli

Dal 2002 mi occupo di formazione residenziale ed eLearning e ho conseguito un Master in Scienze dell'Educazione a Lugano e precedentemente una Laurea in Medicina e Chirurgia. Ho scritto il libro " Medici, Pazienti e Social Media". Sposato e Penta-Papà sono dirigente sportivo in LNA Svizzera per Rugby Lugano e ARSI (Associazione Rugby Svizzera Italiana)
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