1st Italian Digital Health Summit: 3 parole d’ordine e il Paziente al Centro

digital summitArticolo Originale di Tiziano Galli

Il 15 e 16 Maggio si è tenuto a Milano presso il Teatro Elfo questo convegno, a cui ho partecipato con grande interesse.

Nel corso delle due giornate, che hanno visto confrontarsi i vari operatori interessati quali, associazioni di categoria, istituzioni, industrie farmaceutiche e agenzie, è stato possibile prendere nota dello stato dell’arte e delle varie posizioni che sono emerse in ambito di comunicazione digitale nel campo della salute.

Rilevo, prima di tutto che il termine digitale non è univoco per tutti e che, richiama attività e progetti di spettro e significato molto allargato, dalla “Digitalizzazione” all’ “Online” al “Social” con vari rimandi e sfaccettature…

Questo dato non è un aspetto del tutto negativo ma ha certamente ridotto, il peso del tema “social” – a cui piu’ ero interessato e che mi aspettavo la facesse da padrone negli interventi, soprattutto nella prima giornata. Invece, Pharma e Istituzioni in particolare, hanno dimostrato di essere ancora alla ricerca di una strategia personalizzata e che, per molti dei presenti, si tratta ancora di “inseguire” piuttosto che guidare un cambiamento.

Per procedere nell’analisi e per contenere la lunghezza del post devo partire da una premessa costituita dalle 3 “Parole d’ordine” che hanno condizionato le due giornate di interventi in maniera trasversale:

Il 47,4% degli internauti soffre di “analfabetismo funzionale” (da wikipedia: l’incapacità di un individuo di usare in modo efficiente le abilità di lettura, scrittura e calcolo nelle situazioni della vita quotidiana..).

Questo dato, riferito alla popolazione di internet in generale e citato all’inizio del convegno dal Prof Luca Toschi del Communication Strategy Lab ‘Università di Firenze, è stato richiamato e usato da vari interlocutori nel corso delle giornate e ha per certi versi “contaminato” il discorso di molti interventi e tavole rotonde.

Il Caso Stamina (meno presente ma citato anche il caso Vaccini Autismo) è stato richiamato da molti a confermare la pericolosità della libera comunicazione del web 2.0 in ambito della salute.

Il tema della accuratezza delle informazioni in rete, con particolare riferimento ai contenuti dei siti web, ha rappresentato una costante preoccupazione per la quasi totalità degli interlocutori e ha saputo catalizzare e rappresentare per molti di loro un alibi, insieme alla difficoltà di muoversi in un quadro normativo complesso, e ha impedito loro di spingersi a fondo sul terreno dei Social se non, quasi sempre, con tratti sostanzialmente negativi.

Mettere il Paziente al Centro è stato il concetto citato diverse volte come il fine ultimo, l’obiettivo delle strategie “digitali” delle aziende e delle associazioni presenti

Ironico il gioco di parole proposto da Sabrina Nardi di Cittadinanzattiva fra paziente al centro e Paziente in Mezzo, intendendo con questo il paziente “tirato e strattonato” dai vari interlocutori.

Immagine molto vera e per alcune considerazioni future anche molto illuminante del fatto che, in effetti, del paziente non si è praticamente parlato. Molto citato e rimpallato, il concetto poi è rimasto sostanzialmente ai margini del discorso.

Piu’ ai margini ancora è rimasto il Medico… che al centro di questo quadro sarebbe da porre accanto al Paziente ma che nessuno nei due giorni di convegno ha voluto mettervi e che, ancora piu’ inquietantemente, neanche il Dr. Cricelli della Simg ha saputo inserire adeguatamente nel contesto.

digital summit2Per i lettori di questo Blog non dovrebbe essere difficile rappresentare i ruoli del medico e del paziente in rapporto alla responsabilità del primo nell’accompagnamento, nella conoscenza del web e nell’interpretazione della informazione, trovata in rete dal paziente.

Una relazione rapporto che la comunicazione dovrebbe interpretare e affermare come l’esito piu’ equilibrato della contemporanea presenza di medico e paziente sul web.

La verità è che la stessa Simg e molti medici, spesso non si vedono al centro del contesto e non si sono ancora assunti la responsabilità di entrare nell’agone comunicativo “Sociale” . Essi vedono il web interposto fra loro e il paziente invece di vedersi insieme a lui e dentro.

In un contesto Social, di ricerca delle informazioni della salute, il concetto classico di

CONTENT IS THE KING

richiamato da quasi tutti gli operatori, ripetutamente, sul palco e che nel contesto del convegno è ben emerso (da leggere come la paura delle informazioni sbagliate e pericolose in internet) dovrebbe essere inteso invece come

PATIENT IS THE KING

Ovvero… signori… siamo qui a parlare dei Social nel mondo della salute… bene! sappiate che indipendentemente da quello che fate e pensate, che ci siate o non ci siate. il paziente fa quello che vuole e va dove vuole (e sa cosa vuole e dove cercarlo), chi pensa di imbrigliare il Web è votato al fallimento. Chi pensa di poter stare fuori dal web e salvarsi dalle discussioni sul suo prodotto è votato al fallimento.

Chi pensa di fare strategie e comunicazione sui social senza  pensare il medico insieme al paziente al centro delle sue slide in futuro, sta ragionando con un approccio semplicistico.

Mi fermo qui, adesso, per riprendere le altre parole d’ordine in sospeso e vi chiedo – magari qualcuno di voi era al convegno ed è fra i miei lettori – non avete avvertito anche voi questo Minus di Discussione e di ragionamento sul paziente in rete, sul ruolo del medico. Che l’azienda stia ancora cercando una direzione e anzi, stia ancora per certi aspetti scaldando i motori nei box mentre la gara è già in pista?

Forse la risposta è pleonastica e altre cose diremo nei prossimi post che sapranno riequilibrare queste affermazioni.

Nel prossimo post parleremo… del ruolo delle società scientifiche in rapporto ai contenuti sul web e l’ascolto della rete come ipotizzato dal Presidente FISM Vimercati
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Informazioni su Tiziano Galli

Dal 2002 mi occupo di formazione residenziale ed eLearning e ho conseguito un Master in Scienze dell'Educazione a Lugano e precedentemente una Laurea in Medicina e Chirurgia. Ho scritto il libro " Medici, Pazienti e Social Media". Sposato e Penta-Papà sono dirigente sportivo in LNA Svizzera per Rugby Lugano e ARSI (Associazione Rugby Svizzera Italiana)
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3 risposte a 1st Italian Digital Health Summit: 3 parole d’ordine e il Paziente al Centro

  1. Anna Maria ha detto:

    La prima riflessione che mi viene in mente leggendo il tuo articolo è la seguente: mi sembra che tutti gli attori non abbiano ben chiare le peculiarità della rete. Il paziente costruisce il suo percorso di salute, cerca, chiede, prova ad informarsi. Se si escludono i medici da questo nuovo modo di prendersi cura di sé, siamo nei guai.
    Si, la mia impressione è che si stiano scaldando i motori mentre la gara è già iniziata!

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    • Tiziano Galli ha detto:

      Grazie Anna Maria per il tuo commento, giustissimo. In effetti non è l’essere in ritardo sul tema l’aspetto che piu’ mi ha colpito ma proprio, come da te sottolineato il non “voler” accettare la peculiarità della rete. Nell’illusione che sia possibile, alla fine, convogliare il contenuto… purtroppo Internet non è un giornale o una pubblicità televisiva di cui si puo’ controllare l’uscita e il contenuto Nel prossimo post cerchero’ di ragionare proprio su questo e ti rimando ai prossimi giorni per un approfondimento che è molto in liea con il tuo rilievo.

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  2. Pingback: 1st Italian Digital Health Summit: Il ruolo delle società scientifiche in rapporto ai contenuti sanitari sul web | Social Media, Medici e Medicina

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