A volte ritornano… Vaccini e Autismo. Bufale Sanitarie e dintorni.

shutterstock_95990473Articolo Originale di Tiziano Galli

Il recentissimo caso dell’inchiesta disposta dal tribunale di Trani aperta dietro denuncia dei genitori di due bambini cui è stata diagnosticata una `sindrome autistica ad insorgenza post-vaccinale’ ci riporta a un modello classico di disinformazione e allarmismo nella realtà e in rete.

Periodicamente sui media torna a fare notizia il presunto legame fra Vaccino trivalente e Autismo e hai voglia, ogni volta, a negarne la correlazione….

Ovviamente fra un paio di settimane vedremo sparire il tema dalle testate… mentre sulla rete rimarranno gli articoli e le “quintalate” di informazioni pro e contro.

Ricordo personalmente, da giovane medico impiegato, di aver vissuto nel 1994  il caso di Pollena Trocchia in Roche. Un caso… di morte per shock anafilattico da antibiotici che divento’ un incubo ad occhi aperti su giornali e TV.

In quel caso, Roche non era pronta ad affrontare una crisi di comunicazione (ma fece anche di peggio aggravando da sola la crisi!).

Comunque a nessuno era venuto in mente che la morte per shock anafilattico in un paziente, dal punto di vista mediatico, avrebbe messo in ginocchio un’azienda che fatturava il 50% delle proprie vendite al pubblico con l’antibiotico incriminato.

Il caso era una bufala, o meglio, lo shock anafilattico rientrava fra gli effetti collaterali della classe farmacologica e, quindi, anche del farmaco totalmente in linea. Tuttavia i giornalisti, dopo aver abbondantemente pasteggiato –  in assenza dei Social con cui probabilmente l’azienda avrebbe potuto controbattere in qualche modo – ballarono e cantarono per 6 mesi insieme ai magistrati che tiravano mazzate sulle vendite, abbattendo la reputazione del farmaco e dei medici stessi i quali, a loro volta, si trovarono completamente spiazzati.

Tutte le parti in causa non furono in grado di reagire appropriatamente e prontamente. Ma sapete come fini’? … Compresa l’antifona e sicura del valore del farmaco, Roche decise di attendere, da buona Azienda Svizzera, che passasse la bufera e cosi’ fu (e cosi’ sarà per i Vaccini).

Alla fine, organizzo’ una convention aziendale interna il cui tema fu l’Odissea. Ulisse era tornato in patria… e aveva ucciso i Proci (i farmaci concorrenti) che nel frattempo avevano tentato di usurparne il ruolo… non vi sto ad annoiare oltre….

Torniamo ai nostri vaccini e alla questione di fondo.

Se periodicamente la classe medica e il Ministero devono affrontare l’onere di una controinformazione – informazione su argomenti di interpretazione certa, c’è qualcosa che nell’era dei Social e della Rete, dovrebbe essere discusso e ripensato, oppure meglio promosso?

Mi riferisco a strategie di monitoraggio della rete e informazione che possano “uccidere in culla” la disinformazione. Nel caso specifico dei vaccini, troviamo sul sito ministeriale un comunicato ufficiale  datato 26 Marzo, di almeno alcuni giorni successivi all’apertura dell’inchiesta (comunicato peraltro un po’ troppo formale e poco attraente).

Non è forse opportuna, su temi come questi – dove è possibile avere una risposta pronta, certa e che si ripresentano uguali a ondate periodiche – una strategia preventiva per la gestione delle crisi di comunicazione?

Da un lato quindi avere individuato le bufale e le strategie comunicative pronte all’uso. Dall’altro identificare una serie di argomenti-temi-siti-influencer da monitorare in rete, per essere pronti a reagire ai primi segnali di bufere mediatiche o casi problematici?

Sono domande pleonastiche, la cui soluzione positiva pone tuttavia le basi per la gestione della disinformazione in rete in materia di salute, la quale, oltre a informazione corretta   necessita, per temi di interesse pubblico di riferimenti autorevoli e coordinamento.

La mia esperienza e conoscenza attuale del problema, non mi consentono di andare oltre nella discussione. Mi limito, solo, a notare che periodicamente assistiamo a crisi identiche, con un copione e un teatrino sempre molto simile, con interviste ai quasi sempre soliti personaggi di garanzia. Alcuni intervistati del ’94 sono gli stessi di oggi.

Tutto questo mi sembra uno spreco di risorse umane e di energie emotive e, soprattutto, un’opportunità persa per ridurre il rumore di fondo della rete.

Quando infine, l’origine dell’onda mediatica è una diagnosi errata o impossibile, come è proprio nel caso dei vaccini e autismo, non è accettabile a mio parere, con tante prove a sfavore della correlazione, permettere grande enfasi mediatica con conseguenze pesanti sull’opinione pubblica.

Almeno i medici, i garanti (e le aziende) dovrebbero sapersi muovere in anticipo e meglio sul proprio campo.

Il (mio) solito refrain del medico che deve farsi garante della giusta interpretazione dell’informazione reperita online dal paziente digitale, giustifica al livello superiore, un approccio strategico di ascolto e monitoraggio puntuale della rete.

Se non si è in grado poi di pulirla da tutte le schifezze almeno, tramite una pronta comunicazione, si riesce a sotterrarle attraverso una efficace contro-informazione e prevenzione…. una volta e poi per sempre ;-)) si spera.

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Informazioni su Tiziano Galli

Dal 2002 mi occupo di formazione residenziale ed eLearning e ho conseguito un Master in Scienze dell'Educazione a Lugano e precedentemente una Laurea in Medicina e Chirurgia. Ho scritto il libro " Medici, Pazienti e Social Media". Sposato e Penta-Papà sono dirigente sportivo in LNA Svizzera per Rugby Lugano e ARSI (Associazione Rugby Svizzera Italiana)
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