Telemedicina in Sala operatoria: iPod – Facetime – Google Glass – Leap motion

shutterstock_158955623Articolo Originale di Tiziano Galli

Il titolo del blog Social Media Medici e Medicina coglie solo un aspetto, per certi versi marginale, della trasformazione tecnologica in atto in campo medico.

Gli ultimi Device Tecnologici (mobile e wearable devices, App, Google Glass, Leap Motion, Oculus Rift) stanno imponendo nuovi modelli di comportamento e modificando velocemente alcune competenze necessarie per svolgere il proprio lavoro.

Parlando di Chirurgia e Tecnologia questo è particolarmente vero. La dimensione del fenomeno è importante, ha piedi ben piantati nella telemedicina ma si vedono già le prime convergenze con i social.

L’evoluzione e la creatività sono una caratteristica del settore e di alcuni medici in particolare.

Rafael Grossman, un chirurgo d’emergenza del Maine (USA) lavora in uno dei 3 centri specializzati dello Stato in Traumatologia d’Emergenza. In Maine una alta percentuale di pazienti traumatizzati gravi impiega piu’ di 60 minuti (soglia critica) ad accedere alle cure di livello avanzato. La semplice distanza e il ritardo di intervento creano disservizio e aumento della mortalità

Grossman, ha cercato una soluzione semplice, trovandola nell’uso di un iPoD Touch e di Facetime (applicazione di Apple che permette di fare videochiamate) ed economica (il device funziona con WiFi).

In questo modo si è connesso, per consulti, con colleghi di diversi ospedali periferici, potendo eseguire esami obiettivi face-to-face e anche porre domande in diretta al paziente…

Qui il suo intervento sull’argomento a TED dell’Oct 2011.

Sempre Grossmann, il 20 Jun 2013, è tornato a parlare di Telemedicina sperimentando i Google Glass.

Nella presentazione, sempre per TED riportata qui sotto, vediamo diversi usi ipotizzati. Quello standard di connessione al web e richiamo del dossier dati del paziente, la esecuzione di video, lo scatto di foto. Oppure usi piu’ avanzati come il teleconsulto, il mentoring e il setting educativo.

Da 25-30 anni a questa parte, la metodologia laparoscopica e la robotica per dare 2 semplici riferimenti, hanno permesso la crescita di una generazione di chirurghi, oggi almeno cinquantenni, in grado di orientarsi, con grande dimestichezza, con le interfacce tecnologiche e la “frapposizione” di schermi.

Le generazioni di colleghi successive, ancora di piu’, considerando l’uso massiccio dei videogiochi, della realtà virtuale. Mani e pollici abituati a comandi remoti e joystick o alla gestualità di kinect.

Non sembrano, quindi, essere tanto remoti i tempi in cui un chirurgo, con indosso un paio di Google Glass potrà entrare in Sala Operatoria ed essere connesso con il Cloud ospedaliero, richiamare davanti ai propri occhi i dati del paziente, connettersi con un collega in diretta per farsi aiutare oppure parlare e tenere una lezione a distanza.

Uno scenario ancora piu’ affascinante è quello legato alle tecnologie tipo Leap Motion che richiamano scene all’uso dei computer tipo “Minority Report“.

L’ipotesi è intrigante per un chirurgo. Poter muovere le mani nello spazio di fronte a sé e senza dover toccare nulla (problemi di sterilità) attivare e far eseguire comandi a distanza, senza dover coinvolgere (e introdurre) infermieri in Sala Operatoria per usare un PC, perdendo tempo.

Tutto questo è sottolineato in questo articolo

D’altra parte il processo di introduzione del mercato dei nuovi device non è cosi’ semplice come lo abbiamo descritto. Per esempio, l’uso continuativo dei Google Glass sembra creare problemi di emicrania. Il Codacons pone problemi di privacy per la realizzazione di filmati e foto.

Anche se alcuni svantaggi si possono mitigare o risolvere, in un ambiente ospedaliero, attraverso strette linee guida di comportamento, la privacy del paziente (Patient Health Information – PHI) rimane un problema che sfocia in un altro tema, quello delle infrastrutture IT.

In america esiste l’Acronimo BOYD (Bring Your Own Device). Si tratta della pratica di permettere ai propri dipendenti di usare mobile Device, Laptop, Tablet personali per accedere ai sistemi aziendali. La questione in ambito sanitario ha pesanti contraccolpi nella gestione dei temi legati alla sicurezza dei dati del paziente.

Gli IT degli Ospedali devono trattare e risolvere questi problemi legati al rischio che i dati sensibili escano dalle infrastrutture (es. tecnologie Cloud). 

Avete commenti da fare o esperienze da portare?

Tiziano Galli

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Informazioni su Tiziano Galli

Dal 2002 mi occupo di formazione residenziale ed eLearning e ho conseguito un Master in Scienze dell'Educazione a Lugano e precedentemente una Laurea in Medicina e Chirurgia. Ho scritto il libro " Medici, Pazienti e Social Media". Sposato e Penta-Papà sono dirigente sportivo in LNA Svizzera per Rugby Lugano e ARSI (Associazione Rugby Svizzera Italiana)
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