Wearable devices in medicina: Il futuro è digitale… e la compliance?

Wearable4Articolo Originale di Tiziano Galli

Mi piace vincere facile e quindi qui lo dico, i wearable devices e le stampanti 3D, costituiscono il grande interesse (la grande rivoluzione) dei prossimi anni in medicina.

Bravo!… Grazie….bravo/grazie!…

E’ certamente facile prevedere il successo dei dispositivi digitali indossabili, impossibile ancora prevedere la versatilità delle stampanti 3D ma certamente la corsa, velocissima, è cominciata per entrambi.

Per una discussione piu’ approfondita sul “fermento” in atto verso i wearable devices vi rimando ad un articolo apparso recentemente su iMedicalApps

Piu’ precisamente, parliamo di sensori biometrici indossabili* e almeno per me, con stupore, della loro grande varietà.

Il mercato è davvero fantasioso nel proporli in molte “forme”. Dai “banali” orologi smartwatch, alle lenti a contatto, ai patch, ai chip elettronici biostampati sulla pelle, ai dispositivi elettronici transitori sottopelle (riassorbibili), a quelli sottocute permanenti (analoghi ai microchip per animali), a quelli “edibili” che si inghiottono e, infine, quelli iniettabili.

Non andremo a fondo nella descrizione precisa dei modelli e dei parametri registrabili, alcuni utilizzi inoltre, come nel caso dei chip permanenti sottocute, sono di controllo della popolazione e non di monitoraggio dei parametri vitali.

In un futuro non troppo lontano, invece, il monitoraggio dei dati biometrici in ambito medico (e fitness-benessere) cominceranno ad entrare nell’uso comune.

In ricerca clinica, il monitoraggio dei parametri vitali nei protocolli di studio sarà reso facile e preciso attraverso l’applicazione di questi sensori, alcune misurazioni diagnostiche, disagevoli per il paziente, come l’Holter, otterranno grandi vantaggi grazie alla migliore indossabilità ed ergonomia dei device.

Una evoluzione e applicazione ipotizzabile di grande respiro è il monitoraggio a distanza dei pazienti anziani.

Va detto che dire indossabile non è come dire “indossato”. Per le normali App esistono dati che descrivono la grande variabilità con cui gli utenti le utilizzano. Molte di quelle scaricate vengono aperte solo 1 volta  (25%), l’80% delle App viene abbandonato dopo 2 settimane, il 95% entro 1 mese (soprattutto quelle gratuite).

La situazione è probabilmente diversa per le App (specie quelle a pagamento) o per i wearable device della salute, ma va detto anche che lo scenario di un patito del fitness che ama avere a portata di mano i propri paramentri vitali, per misurare le performance, è diverso da una situazione di monitoraggio di uno “stile di vita”.

La compliance in questo caso prevede una buona accettabilità per l’utente e adattamento all’invasività di un costante monitoraggio anche di semplici dati.

E’ un preconcetto e forse è solo questione di cultura diversa ma, credo, anche del sospetto che per molti non sia accettabile indossare a pelle un device che esiste per ricordarti che “non” hai ancora camminato abbastanza, “non” hai dormito abbastanza e bene, “non” hai speso il numero di calorie previsto, e via di questo passo.

Wearable1

Non credo di essere pronto per questo. Il coinvolgimento del paziente, la comunicazione, la ragione d’uso (solo parametri vitali?) e la motivazione, in altri termini la componente “marketing” per favorire la compliance di questi device sarà un tema ricco di sviluppi per la penetrazione del mercato e un alto tasso di adesione e adozione di questi strumenti.

Trovate che si tratti di considerazioni scontate o, meglio ancora, avete considerazioni da fare?

 *= escludiamo quindi, per chiarezza, i biosensori “esterni” usati per il riconoscimento delle impronte digitali o della retina.

Tiziano Galli
Creative Commons License
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Informazioni su Tiziano Galli

Dal 2002 mi occupo di formazione residenziale ed eLearning e ho conseguito un Master in Scienze dell'Educazione a Lugano e precedentemente una Laurea in Medicina e Chirurgia. Ho scritto il libro " Medici, Pazienti e Social Media". Sposato e Penta-Papà sono dirigente sportivo in LNA Svizzera per Rugby Lugano e ARSI (Associazione Rugby Svizzera Italiana)
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