I medici “migliori” sono sui Social?

RobottinoArticolo Originale di Tiziano Galli

Questo post è una provocazione, un punto di vista sfuocato, una forzatura ideologica, insomma la classica “put**nata” con un fondo di verità.

Un elemento da tenere in seria considerazione per il chiacchiericcio…

I social possono essere uno strumento per scoprire i medici migliori? …

Piu’ che migliori… diciamo “empatici”?

I piani di studio universitari, lo sappiamo, non brillano per selezionare gli studenti in base alle loro capacità comunicative nei riguardi del paziente.

Potremmo allora sperare che la “missione del medico” selezioni alla nascita persone empatiche?… si potremmo farlo!

Vero è, d’altra parte,  che le Università sono piene di “cervelloni” che si riversano poi, da medici, nelle corsie degli ospedali e negli ambulatori tal quali, senza aver troppo approfondito i lati comunicativi e le strategie utili a migliorare questo tratto della professione.

Per il medico, cosi’, finiscono per valere gli stessi pregi e difetti delle persone normali. Quelli che piu’ o meno naturalmente portano ognuno di noi all’affabilità, alla gentilezza, alla pazienza etc etc. insomma alle buone maniere e all’empatia.

I siti di rating dove i medici si propongono online rilevano queste attitudini, anche per questo, attraverso criteri di giudizio sulle qualità relazionali del curante, la solerzia sui tempi di attesa, la disponibilità a parlare etc etc  

Per uscire da una situazione sostanzialmente legata all’ attitudine naturale e migliorare la situazione costruendo profili di medici con empatia, la strada ipotizzabile sarebbe quella di inserire nei curricula di studio universitari piu’ materie e situazioni che aiutino il medico a gestire questo tratto della professione.

Nel frattempo la provocazione sta nell’ipotizzare che il web 2.0 e i Social, per le caratteristiche intrinseche e interattive della rete, siano in grado di selezionare i curanti piu’ portati all’ empatia e affabilità.

Potremo allora pensare di “scovare” i bravi medici, indirettamente, attraverso i giudizi di altri pazienti, sui forum e siti di rating (Qsalute riporta molti esempi di questo tipo su ospedali, reparti e medici). Oppure direttamente sui Blog, dai commenti dati in risposta ai quesiti posti o in altri luoghi e occasioni dove il “Medico Digitale” si svela e si racconta.

Perchè questo post è una provocazione?

Prima di tutto perchè coglie una verità molto parziale. Basterebbe infatti pensare a quanti Medici empatici esistono nella realtà, indipendentemente dalla loro presenza in rete e che altrettanto vale al contrario.

Tuttavia le qualità umane nel rapporto medico-paziente, specie in ambito privato, meglio se in quello pubblico sono un elemento differenziante, lo sappiamo bene nella realtà.

Teniamone quindi conto personalmente e cerchiamo sui social e sul web 2.0 di far emergere, oltre alle competenze professionali e ai titoli, che ci mancherebbe non emergessero anche – per distinguersi da chi possiede enormi qualità empatiche e scarsissime competenze professionali (ovvero Maghi e Guaritori)  – quelle relazionali e di “servizio”.

Soprattutto è bene per un medico o un operatore della salute “Digitale”, comprendere il peso e l‘importanza di “svelare” e mettere in gioco empatia e relazione dove possibile, considerandole come una necessità al pari della trasparenza, sempre citata come criterio irrinunciabile nella comunicazione online.

Vero che c’era un fondo di verità? cosa ne pensate? commentate se potete… e al solito

Siate social sui social..

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Informazioni su Tiziano Galli

Dal 2002 mi occupo di formazione residenziale ed eLearning e ho conseguito un Master in Scienze dell'Educazione a Lugano e precedentemente una Laurea in Medicina e Chirurgia. Ho scritto il libro " Medici, Pazienti e Social Media". Sposato e Penta-Papà sono dirigente sportivo in LNA Svizzera per Rugby Lugano e ARSI (Associazione Rugby Svizzera Italiana)
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