Informazioni Online e salute: I limiti del Paziente, la centralità del medico

Lettore

Articolo Originale di Tiziano Galli

Ho avuto modo durante queste vacanze natalizie di leggere e approfondire alcuni articoli interessanti fra cui questo  riguardante la ricerca in internet, da parte dei pazienti, di notizie sulla salute e l’affidabilità delle fonti.

Articolo che mi da l’occasione di sviluppare un paio di aspetti, a me particolarmente cari, sulla responsabilità del medico e sul suo ruolo centrale in questo ambito.

Il paziente che cerca informazioni sulla salute, crea sempre un certo disagio nella categoria dei “sanitari”. Specie in coloro che vedono in internet una “minaccia” al proprio primato e nel “paziente fai da te” una fonte di disturbo…

In parte questi atteggiamenti sono legati al senso di protezione e di ruolo che il sanitario percepisce nei confronti del paziente e anche alla reale consapevolezza della inaffidabilità di alcune fonti. Di fatto alla volontà di “mettere in guardia” il paziente dall’affidarsi ad un luogo ricco di notizie ma che li espone a informazioni inesatte o addirittura dannose.

Le posizioni di censura nei confronti di internet e del web 2.0 risultano, tuttavia, scarsamente difendibili. Accanto ad un legittimo “diritto” del paziente di informarsi sulla “propria salute” vi è indubbiamente in internet tanta buona informazione che il paziente sa oramai come e dove trovare.

Credo, personalmente, che l’unico e piu’ corretto atteggiamento sia, piuttosto, quello di guardare con favore al paziente che desidera aumentare la propria base di conoscenze e che desidera – preliminarmente o successivamente alla visita ambulatoriale – mettersi in condizione di confrontarsi con il curante nell’approfondire e interpretare cio’ che ha trovato Online.

Coerentemente e reciprocamente trovo sia necessario per il paziente il sentirsi libero di informarsi, anche online. Conscio dell’importanza di accedere al proprio curante, una volta reperite le informazioni,  per assicurarsi tramite lui che le interpretazioni operate sulla propria condizione di salute (o quella dei propri cari) siano corrette.

Trovo infatti utile, similmente a Jeff Livingston nel suo articolo, citare l’effetto di Dunning-Kruger a cui puo’ andare incontro il paziente.

L’effetto Dunning–Kruger è una distorsione cognitiva a causa della quale individui inesperti tendono a sopravvalutarsi, giudicando a torto le proprie abilità come superiori alla media. Questa distorsione è attribuita alla incapacità metacognitiva da parte di chi non è esperto in una materia, di riconoscere i propri errori.

Indipendentemente dall’affidabilità della fonte, puo’ quindi capitare che un paziente possa sovrastimare la sua capacità di interpretare le notizie che ha reperito tramite il “fai da te” e creda di aver compreso perfettamente la propria condizione.

Parafrasando liberamente un passaggio dell’articolo:

….”Le informazioni sanitarie su, praticamente, ogni argomento possono essere ampiamente reperite su internet tramite Google. Capita di sovente pero’ che esse non siano selezionate o validate, risultino difficili da interpretare e da mettere in pratica. Anche se utili possono produrre ansia o addirittura far compiere gravi errori.

Allo stesso modo i dati provenienti dagli studi scientifici sono di difficile interpretazione e fuori contesto. I risultati di ricerche differenti possono contraddirsi facilmente per cui spesso non esiste una risposta definitiva… riconoscere i contenuti di una ricerca è talvolta come aver visto, di un Iceberg, solo la punta….

In questa serie di valutazioni leggo chiaramente l’atteggiamento, sopracitato,  di “salvaguardia” del paziente ma soprattutto la convinta riaffermazione della “centralità” del ruolo del medico e del curante.

Con maggior forza, dico che questo ruolo ricade ancora e a maggior ragione, con l’avvento di internet,  fra le precise responsabilità e compiti del medico.

Accanto al Medico Digitale che “crea contenuti” e abbraccia internet come proprio terreno di conquista e palcoscenico della propria reputazione è necessario sottolineare la figura di un medico o di un curante che non “abdica” o arretra di fronte alla propria responsabilità di supporto e “coaching” del paziente nei confronti di Internet e del Web 2.0.

Questo puo’ essere fatto con una visione di accoglienza e di interesse nei confronti delle nuove tecnologie, non solo a favore del proprio aggiornamento, ma anche e per conto del paziente attraverso alcuni semplici accorgimenti che il curante dovrebbe adottare*:

  1. Conoscere e consigliare le fonti autorevoli che il paziente puo’ consultare su internet
  2. Verificare le fonti che i pazienti possono consultare e validarle (o denunciarle e sconsigliarle ovviamente)
  3. Scaricare o stampare documenti utili trovati in rete
  4. (Medico Digitale) Produrre materiale e caricarlo sul proprio Sito/Blog ad uso dei pazienti

Vi è servito questo articolo? Potrebbero interessarvi anche gli articoli su questo Blog nella pagina dedicata al Medico Digitale. Su cui, infine, potete trovare un form per inviare i quesiti che volete eventualmente rivolgermi.

*= Tutto questo nell’ambito della propria sfera d’influenza e competenza ovviamente. Puo’ essere un lavoro dilazionato nel tempo e fatto per punti di interesse e temi “sensibili” E’ un lavoro un po’ pesante all’inizio ma certamente utile e con l’andare del tempo compensatorio.
 

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Informazioni su Tiziano Galli

Dal 2002 mi occupo di formazione residenziale ed eLearning e ho conseguito un Master in Scienze dell'Educazione a Lugano e precedentemente una Laurea in Medicina e Chirurgia. Ho scritto il libro " Medici, Pazienti e Social Media". Sposato e Penta-Papà sono dirigente sportivo in LNA Svizzera per Rugby Lugano e ARSI (Associazione Rugby Svizzera Italiana)
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