Reblogged : Il «TripAdvisor» inglese dove i pazienti giudicano online medici e ospedali – Commento

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Da corriere salute riprendiamo questo articolo che ci riporta al tema dei sistemi di rating.

Se lo avete letto (ma lo avete letto?… dai andate a leggerlo)

Eccoci quindi… se lo “aveste” 😉 letto potreste dire… “Niente di nuovo sul fronte occidentale” se non per il fatto che questo tipo di servizi, almeno in UK e US dove esistono esempi di lunga tradizione, sembra imporsi come riferimento. Sia che gli utenti vogliano valutare in rete il centro e il medico che li ha avuti in cura, oppure che cerchino preliminarmente il miglior centro di cura nella propria zona, o a distanza, prima di contattarlo.

Abbiamo già avuto modo di discuterne. Rimane sempre, invece, sconcertante la solita “manfrina” della British Medical Association (leggi: associazione di categoria di turno) che teme la rivalsa diffamatoria e il “discredito” da parte dei pazienti.

1) Nell’era del web 2.0 e dei social ogni professionista o centro, deve vivere la presenza in rete come un’opportunità diretta (mi iscrivo a servizi o creo una presenza attraverso account social o blog) o indiretta (sono inserito in servizi o siti di rating).

Comparire in rete, quindi, non dovrebbe invece essere necessariamente una minaccia. Questa visione è in genere retaggio antico e ben conosciuto figlio, temo, del corporativismo (conservatorismo) e alla fine della insicurezza del professionista riguardo la propria preparazione.

2) i commenti lasciati in rete dai pazienti, sono spesso piu’ di gratitudine e positivi che negativi. Il professionista  e il centro capaci di fare un buon servizio hanno solo vantaggi nell’entrare in rete. La situazione va regolarmente monitorata – come nella vita reale d’altronde – e volta costantemente a proprio favore con il costante miglioramento del servizio e attenzione verso il paziente.

Pensarla diversamente significa fare un processo alle intenzioni. I casi negativi e di commenti negativi esistono ma, a parte la possibilità di replica, nella stragrande maggioranza dei casi, nei siti di rating, essi si trovano in genere a fianco di altri commenti positivi e spesso è una questione di equilibrio.

Cosa dire, forse che il mondo sta cambiando? che un po’ di trasparenza e sana concorrenza potrà fare breccia presso chi ha l’abitudine a non rendere troppo conto del proprio operato?

Credo molto nella buona fede di chi lavora seriamente e soprattutto nella preparazione dei medici e degli operatori sanitari. Mi lascia invece, sempre, perplesso il gioco dei portavoce di categoria.

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Informazioni su Tiziano Galli

Dal 2002 mi occupo di formazione residenziale ed eLearning e ho conseguito un Master in Scienze dell'Educazione a Lugano e precedentemente una Laurea in Medicina e Chirurgia. Ho scritto il libro " Medici, Pazienti e Social Media". Sposato e Penta-Papà sono dirigente sportivo in LNA Svizzera per Rugby Lugano e ARSI (Associazione Rugby Svizzera Italiana)
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