Medici Social e Digitali: Il Personal Branding Generale o PBG – l’Approccio Culturale

shutterstock_106255967Articolo originale di Tiziano R. Galli

Siamo giunti al 4° post sull’argomento PBC e PBG e proseguiamo decisi e sistematici nella trattazione dei prossimi punti. Troverete particolarmente appropriato, per i contenuti di questo post, l’esserci soffermati sul PBG e le ragioni che spingono il paziente ad andare in rete.

Avremo infatti l’occasione di analizzare, per ognuna di esse, gli strumenti web 2.0 o Social piu’ idonei a disposizione del medico. 

Cominciamo subito con quelle che abbiamo identificato come Ragioni Culturali e alla quale abbiamo attribuito una Responsabilità “didattica” da parte del Medico. 

Ipotizzando che in una ipotetica terapia…   delle carenze culturali dell’individuo in ambito della salute, esista un principio attivo chiamato “Social” impostiamone l’ immaginario foglietto illustrativo. Tratteremo allora alcuni temi in questo modo:

Avvertenze

Il medico offre diversi servizi al paziente… “fra cui quello di cura”. In effetti potremmo dire che in molte situazioni quest’ultimo va dal medico per ricevere una cura, ma lo giudica sulla base di attenzioni che oggi, sempre di piu’, sono centrate sulla sua “Aura” di malato. La disponibilità, la sensibilità, la chiarezza e in sostanza la comunicazione da parte del personale sanitario.

Qualità innate in alcuni operatori della salute – da sempre apprezzate dai malati – che il consenso informato ha sancito come diritto e che possiamo, di fatto, far coincidere con la responsabilità didattica sopra citata.

Le avvertenze si legano a questi aspetti; al rischio di sottovalutare l’informazione, ma soprattutto, è importante sottolinearlo, ai grandi vantaggi che un buon approccio didattico da parte del medico comporta nel paziente sotto vari aspetti: dalla gratitudine alla compliance.

Indicazioni

I Social e gli strumenti Web 2.0 rappresentano un’opportunità dal notevole valore aggiunto quando sono indirizzati a rispondere efficacemente alle esigenze culturali del paziente. Prima di tutto la presenza in rete del medico é qualcosa di molto rassicurante e una fonte di informazioni e risorse “affidabili”. Inoltre, in base alla risorse messe a disposizione, offre la possibilità di un contatto comodo (per il curante stesso) per porre quesiti.

E’, per certi versi, un servizio utile anche per il medico. L’analogo della cassetta in studio per le ricette ripetibili. Non si perde tempo e si risolve un’esigenza pratica.

Con il tempo sarà facile capire quali contenuti “confezionare”. Alcuni esempi:  per un ginecologo-ostetrico le “x regole per l’alimentazione in gravidanza”; per un pediatra “le regole di comportamento in caso di febbre del bambino”.

E’ un percorso che comporta un certo carico di lavoro iniziale ma che con il tempo si alleggerirà e potrà gestire efficacemente quesiti di routine. Carico che potrà, in qualche situazione, essere distribuito fra vari professionisti (centri medici o studi associati). Inoltre alcune risorse potranno essere reperite in rete. Le linee guida, i video o altro ancora, e riportate o “linkate”nei propri “spazi”.

Oltre che risolvere dubbi e quesiti sarà sempre possibile introdurre tematiche legate a prestazioni effettuate, indirizzandole a vecchi e nuovi pazienti.

E gli strumenti? dipende dalle variabili. L’attitudine del medico, l’esigenza del paziente che si vuole soddisfare, il tipo di contenuto che si deve trattare. Avere un sito web per raccogliere linee guida e indicazioni, materiale di informazione e riferimenti dello studio rappresenta l’approccio di primo livello, ma un po’ poco Social.

Nell’era web 2.0 e per tutto quello che abbiamo detto finora, aprire un Blog sarebbe certamente la soluzione piu’ interessante. Su un Blog possiamo infatti e comunque raccogliere il materiale, metterlo a disposizione ma, in particolare, trattare temi e rispondere a dubbi, in tempi brevi e in maniera esaustiva, interagendo con le persone.

Inutile nascondersi che esiste una grande inerzia (riluttanza) ad aprire un Blog per il timore di venir soffocati dagli impegni e di rubare spazio alla attività medica. Tuttavia, questo atteggiamento è in minima parte giustificato dalla realtà.

Inoltre quella della redazione di un blog non è l’unica strada per essere presenti in rete (vedi controindicazioni). Si tratta, piuttosto, di decidere quale valore attribuiamo alla nostra presenza e alla comunicazione via Web, alla interazione e agli strumenti che utilizziamo, alla organizzazione che ci diamo.

Tenere un Blog, dal punto di vista tecnico è davvero molto semplice e serve solo un piccolo training per farlo. Il vero nocciolo della questione è quello dei contenuti e di trovare una propria strategia comunicativa.

Vi sono ancora altri strumenti. I Social Network, Facebook in primis, che possono tuttavia assumere un significato diverso (lo tratteremo meglio parlando delle community).  I Social Media come You Tube per condividere video autoprodotti oppure risorse esistenti con contenuti utili ai nostri scopi.

Dosaggio

Questo elemento è cruciale anche se, in definitiva, totalmente in mano a noi stessi. Si tratta di dedicare un tempo stabilito ai Social e alla nostra presenza in rete a seconda delle disponibilità. Ogni giorno, 1 volta alla settimana. La cadenza è in mano a noi ma deve essere quanto piu’ costante possibile e di qualità. Parlando di Blog, pubblicare tanto per farlo non ha senso. Organizziamo le risorse esistenti e con il tempo scopriremo la strada giusta e i vantaggi di educare la nostra “coorte” con i tempi che stabiliremo. 

Controindicazioni

Molte se ci facciamo travolgere dalle paure e se vogliamo fare tutto subito.

Esiste sempre la possibilità, di guardare, ascoltare, sfruttare le risorse esistenti prima di produrre contenuti. Se ci mettiamo, in principio, nell’ottica di “cercare” risorse e riferimenti utili per il paziente potremo facilmente farci un’idea della strategia future.

Cerchiamo di conoscere i riferimenti esistenti e validiamoli. Anche quelli considerati dai nostri pazienti. Prevediamo e registriamo i loro quesiti piu’ sensibili e ricorrenti .

Chiamiamola “responsabilità didattica passiva” o, se vogliamo, attività di salvaguardia del paziente che non ha sempre tutti gli strumenti culturali per interpretare ma che puo’ con il nostro apporto, di esperti della materia, soddisfare interessi inerenti alle informazioni sulla salute.

Il resto verrà da sè, magari non si arriverà al Blog e sulla scelta degli strumenti specifici faremo ancora un analisi piu’ accurata alla fine di questo percorso. 

Vi è stato utile questo post? spero di si. Commentate e condividete.

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Informazioni su Tiziano Galli

Dal 2002 mi occupo di formazione residenziale ed eLearning e ho conseguito un Master in Scienze dell'Educazione a Lugano e precedentemente una Laurea in Medicina e Chirurgia. Ho scritto il libro " Medici, Pazienti e Social Media". Sposato e Penta-Papà sono dirigente sportivo in LNA Svizzera per Rugby Lugano e ARSI (Associazione Rugby Svizzera Italiana)
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