Medici Social e Digitali: Il Personal Branding Generale o PBG – Approccio Empatico

shutterstock_122525581Articolo originale di Tiziano R. Galli

Nel corso degli ultimi 2 post dedicati all’argomento (1,2) abbiamo definito i confini e le caratteristiche del Personal Branding di Categoria e ci siamo avvicinati al concetto di Personal Branding Generale o PBG.

Ancora una volta riaffermiamo che ogni Operatore Sanitario, il medico in primis, deve saper definire e curare, sui social piu’ che nella realtà, la propria doppia identità professionale e pubblica.

Saprà poi lui… distinguere e pesare diversamente, secondo il suo profilo di attività, le 2 “reti di riferimento”. Quella di “Categoria” costituita dai colleghi e dai collaboratori e l’altra “Generale” dei pazienti.

Riferendoci a quest’ultima egli dovrà tener conto delle ragioni e del tipo di interesse che muove il popolo del web, scegliendo gli strumenti e mettendo in atto strategie adeguate per intercettare il suo “target”.

Sono diversi mesi che su questo blog evidenziamo le ragioni che spingono il 34% circa degli internauti (dati Censis) a cercare informazioni sulla salute in rete.

Ragioni Culturali: l’interesse che le informazioni riguardanti la salute e il benessere in generale, evocano nel pubblico del web è molto elevato. Oggi esistono fonti autorevoli e una grande massa di informazioni reperibili con facilità.

Questo agevola certamente l’interessato (non necessariamente paziente in questo caso) nel cercare informazioni sulla salute e, di converso, ne complica l’orientamento (e forse la capacità di operare una graduatoria di merito). Inoltre, non viene a ridursi la complessità dell’interpretazione corretta delle informazioni reperite, aspetto importante della “pericolosità” attribuita al web, spesso con troppa enfasi, dai medici stessi.

I ruoli del medico sul web, in questo ambito,  sono  principalmente legati alla responsabilità della “didattica” del paziente e alla interpretazione delle notizie presenti e reperite in rete (magari imponendo la propria preparazione nel rapporto personale in studio con il paziente)

Ragioni di Servizio: I pazienti, accedono alla rete alla ricerca di medici privati, centri diagnostici, di cura od Ospedalieri (pubblici o privati) dove recarsi per ricevere prestazioni sanitarie. Questo viene fatto per proprie esigenze private, urgenza di cura o ricerca di centri di eccellenza, oppure in quei sistemi sanitari basati sulle assicurazioni private che lo prevedono (es. USA o Svizzera) anche per cercare uno specialista per libero accesso alla scelta di un servizio che verrà rimborsato.

E’ possibile ipotizzare anche altre ragioni per la ricerca in rete. Una è quella del dializzato che cerchi un luogo dove fare dialisi in vacanza, la ricerca di un centro termale o di una SPA, di centri per la convalescenza o lungo degenza, infine quella di prestazioni non consentite nel paese di residenza (tecniche di fecondazione artificiale, banche del cordone, morte assistita o altro).

In tutti questi casi il medico che è “sul mercato”, come si suol dire, risponde “informando” e “promuovendo” se stesso e il proprio servizio per via diretta o indiretta attraverso il web

Ragioni Associazionistiche e di Community:  Il paziente (e/o i relativi caregiver o badanti) –  quello che definiremmo “cronico”, portatore di patologie congenite o genetiche – si sente attratto e protetto dalla Rete. Citiamo alcune patologie paradigmatiche come il Diabete, i Tumori o piu’ semplicemente la Celiachia o la Malattia di Chron.

Tutti questi pazienti trovano nelle Associazioni e nelle Community (nei Blog) un riferimento sia di tipo psicologico che di tipo pratico, d’aiuto. Un valido supporto, un riferimento, anche un gruppo di potere che puo’ risultare interessante per loro e in certe situazioni geografiche salvifico.

Pensiamo a territori geografici complicati o dispersi, a piccoli centri periferici, di mentalità chiusa o poveri di scambi culturali e informazioni; territori come è possibile trovare sul Continente Americano, Canada o Brasile, ma anche una nostra comunità montana.

Il medico puo’ svolgere e interpretare un ruolo importante, consulenziale, (egli stesso potrebbe peraltro appartenere ad una di queste comunità) e rivestire ruoli di grande significato e responsabilità, sia entrando in contatto con i gruppi e intessendo rapporti personali e culturali, sia interagendo per questioni di ricerca

Le community oggi si stanno ponendo come riferimento importante nell’arruolamento e valutazione degli studi clinici o nelle ricerche di mercato come gruppi d’opinione.

Cominciamo cosi’, con un approccio “empatico”, facendo emergere il PBG attraverso le abitudini e gli interessi dei pazienti, quelli a mio modo di vedere, di maggior radicamento.

Sapete individuare altre tipologie di interessi dei pazienti che non ricadano nelle categorie che ho stilato? fatemelo sapere.

Resto a disposizione per approfondimenti e coinvolgimenti.

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Informazioni su Tiziano Galli

Dal 2002 mi occupo di formazione residenziale ed eLearning e ho conseguito un Master in Scienze dell'Educazione a Lugano e precedentemente una Laurea in Medicina e Chirurgia. Ho scritto il libro " Medici, Pazienti e Social Media". Sposato e Penta-Papà sono dirigente sportivo in LNA Svizzera per Rugby Lugano e ARSI (Associazione Rugby Svizzera Italiana)
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3 risposte a Medici Social e Digitali: Il Personal Branding Generale o PBG – Approccio Empatico

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