Medici Social e Personal Branding

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Articolo originale di Tiziano Galli

Esistono, associati al web, concetti chiari oramai “quasi” a tutti e che non facciamo piu’ fatica ad ammettere, il primo forse è il seguente:

“La rete non dimentica”

Chi ha operato sui Social con leggerezza o è stato in qualche modo messo in difficoltà da articoli o commenti negativi difficilmente potrà riuscire a “pulire” la rete da solo e anche utilizzando le apposite agenzie che si occupano di correggere i “saldi negativi” in rete farà molta fatica a far sparire ogni traccia di cio’ che non piace.

Il Personal Branding è un concetto di introduzione non recentissima (T. Peters “The brand Called you – La marca chiamata te” 1997) che ha poi avuto pieno sviluppo e oggi ha una precisa connotazione nel panorama del web.

Il concetto non è per nulla negativo el’ assunto iniziale con cui abbiamo esordito serve a ricordarci, ancora una volta, che viviamo nostro malgrado in due dimensioni parallele, quella reale del piu’ consueto “Verba Volant”, e quello virtuale dove spesso “scripta o Photo manent” . Ovviamente ognuno poi ha la sua visibilità, la casalinga su facebook o l’artigiano o il professionista sui vari social o giornali e via cosi’.

Il medico, e ne esistono di tante tipologie, è anch’esso coinvolto in queste dinamiche. Se decide di partecipare in rete personalmente e professionalmente dovrà farlo sapendo quello che cio’ comporta. L’esposizione della propria dimensione necessita accortezza e la consapevolezza delle opportunità offerte.

Un concetto molto efficace è anche questo:

“Il Personal Branding è Inevitabile”

ed è un altro modo per intendere quello che ognuno fa’ interagendo con gli altri. Appena stringiamo una mano ne valutiamo il tipo, guardiamo negli occhi l’interlocutore e valutiamo come è vestito, cosa ci dice e poi via via. Non è forse questa la prima forma di  “personal branding” (oltretutto reciproco)?

Con l’aggravante dell’assenza di contatto diretto, in rete valgono regole simili e la propria “credibilità” va adeguatamente costruita e gestita attraverso una Strategia Multicanale.

Trascuro volontariamente gli aspetti di Reputation legati alla sfera professionale intesi come “proposta” di servizi online – e quindi tutta la sfera legata all’attrazione dei pazienti in rete, sistemi di rating – che entrano nel personal branding ma mi portano su un piano di discussione troppo ampio.

Mi soffermo invece su quello che mi interessa ora maggiormente e che considero il “core” del PB, ovvero la sfera personale e il Curriculum.

Riferendomi al medico, in particolare, alcuni Social “servono” meglio di altri. Il profilo su Linkedin, per esempio, che a scapito della sua importanza viene sottoutilizzato dai medici è uno strumento utilissimo per tenere traccia e per organizzare il proprio CV, farsi conoscere e interagire con i colleghi (farsi trovare dai pazienti). Va inoltre inserito in calce alle email e condiviso.

Il secondo Social, importante per il medico, è Slideshare, il sito per eccellenza di condivisione delle presentazioni e della produzione personale. Quanto “sapere” e quindi reputazione produce un medico attraverso la sua attività di formazione e conferenze?

Spesso questo materiale rimane chiuso nei computer. Con Slideshare si ha invece la possibilità di distribuirlo e renderlo raggiungibile facilmente creando reputazione e promuovendo il nostro expertise presso i colleghi e persone interessate al nostro campo di applicazione.

Un terzo “luogo” per il personal branding è il Blog (WordPress o Tumblr o Blogger). Questo strumento, rispetto agli altri 2 precedenti “richiede lavoro” per la produzione di post e una minima strategia editoriale. Tuttavia si tratta di uno strumento potente per fare reputation e quindi per “costruire una propria sfera personale” sul web, presso i colleghi (e i pazienti).

Altri strumenti fra cui Facebook e Twitter (soprattutto) e perchè no, anche flickr (es. radiologi)  o altri ancora possono certamente rientrare in una strategia allargata e per appassionati ma i 2 citati + eventualmente il blog rappresentano il “core”, a mio modo di vedere, del personal branding del medico.

Siete d’accordo? Vi è stato utile questo Post? Ci sono altri aspetti collaterali e utili alla costruzione del proprio Status sul web come la partecipazione nelle Community e i Gruppi nei vari social ma il discorso si fa troppo lungo. Lascio spazio ai commenti e, lo so, mi confronto con l’incompletezza di questo post che certamente riprendero’ in futuro.   

Licenza Creative Commons
Quest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Unported.

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Informazioni su Tiziano Galli

Dal 2002 mi occupo di formazione residenziale ed eLearning e ho conseguito un Master in Scienze dell'Educazione a Lugano e precedentemente una Laurea in Medicina e Chirurgia. Ho scritto il libro " Medici, Pazienti e Social Media". Sposato e Penta-Papà sono dirigente sportivo in LNA Svizzera per Rugby Lugano e ARSI (Associazione Rugby Svizzera Italiana)
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