Webround – Format Didattico Online.

Articolo originale di Tiziano Galli

Ne abbiamo descritto le principali caratteristiche nei post precedenti ma ora vorrei semplicemente mostrarvi alcuni esempi di conduzione e momenti di webround reali.

Credo sia evidente, in questi esempi, da un lato la formula “snella” del Format e dall’altro la sua efficacia e versatilità.

I webround sono stati realizzati con un applicativo che utilizzo in molti modi diversi da molto tempo e che apprezzo per alcune caratteristiche, per me, di rilievo. La prima è che non necessita di Plug in da Scaricare ed è residente su Web. Non avere Plug in ha un grande vantaggio che voglio spiegare e che è particolarmente utile avendo a che fare, nel mio caso, con Medici e Ospedali…

Nella pianificazione di un webround in Medicina, dovendo coinvolgere postazioni inserite in reti ospedaliere, andare a chiedere allo speaker di “scaricare” Plug in, diventa un grande problema.

Cominciamo a prenderla con Ironia! Prima di tutto il medico come si dice a Napoli se ne “catafotte” del tuo Webinar, spesso ha altro da fare, magari è coinvolto da sponsor da cui si aspetta anche il thè con i pasticcini o, semplicemente, ha terrore della tecnologia (e tu sei a centinaia di Km da lui ;-)).

Ecco percio’ che il piccolo problema diventa enorme. Il sistema ospedaliero è bloccato in entrata e lo speaker (a cui ti ricordo “nulla gliene catafotte”) dovrebbe andare da un  responsabile IT (un altro che se vuole sa essere “simpatico” e disponibile) a convincerlo di fare l’installazione di un  Plug-in, su quella postazione specifica, ma che gli si inserisce in una “policy” aziendale blindata (e lo capisco!) e in cui magari usa già un concorrente. Quindi apriti cielo!! Già non ne esci piu’.

Invece il fatto di non avere plug in da installare è un enorme vantaggio. Contatti il medico, gli fai fare un bel Test di Banda, una prova di connessione e sei pronto.

Esiste uno svantaggio ovviamente e questo va tenuto in considerazione ed è il controllo dell’ECO generalmente “addomesticato” proprio con il plug in e che puo’ mettere a repentaglio la trasmissione completamente.

E’ necessario percio’ far usare allo speaker una cuffia microfonata. Non sempre un “piccolo” problema perchè, sembra impossibile, ma nella vita “online” di tutti i giorni il capriccio impera, e allora c’è quello che la cuffia non ce l’ha e non vuole procurarsela, perchè costa, oppure per lui va bene in altro modo…. insomma certe volte anche cose piccole piccole diventano eccessivamente complicate.

E poi la webcam è necessaria, anche se:

nella mia esperienza di webinar il grande protagonista è l’AUDIO, vedere o meno la faccina dello speaker a parte il voyerismo dei primi 5 secondi è inutile.

Senza fare piu’ ironia (comunque utile dirsela per noi operatori), la mia esperienza mi dice che esiste una regola di proporzionalità inversa,

piu’ avrete a che fare con “conferenzieri” e anglosassoni, meno problemi avrete. 😉

Questione di cultura e abitudine a usare strumenti di questo tipo? non sempre, ma credo che il timore per la tecnologia in Italia conti ancora molto e certamente il webinar, soprattutto in diretta, frena almeno all’inizio.

Si perchè una volta effettuato il Webround e se tutto è andato bene, allora molti non vogliono piu’ smettere….. E’ l’effetto “televisione” , la popolarità e il piccolo protagonismo svincolano qualcosa di magico e un’autostima contagiose.

Potremo approfondire ancora il format nei prossimi post, voi avete commenti o esperienze da portare?

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Informazioni su Tiziano Galli

Dal 2002 mi occupo di formazione residenziale ed eLearning e ho conseguito un Master in Scienze dell'Educazione a Lugano e precedentemente una Laurea in Medicina e Chirurgia. Ho scritto il libro " Medici, Pazienti e Social Media". Sposato e Penta-Papà sono dirigente sportivo in LNA Svizzera per Rugby Lugano e ARSI (Associazione Rugby Svizzera Italiana)
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